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Un modo tutto nostro per raccontare i libri che ci piacciono: le nostre sensazioni scritte, la nostra voce per evocarne l’atmosfera e la nostra musica preferita per condividerne la suggestione.

 

VIDEO: Francesca legge un estratto

 

Qualche tempo fa è capitato tra le nostre mani un libro epistolare edito da Camelozampa, Lettere di un cattivo studente di Gaia Guasti.
…. Oggi è finalmente tornato sui nostri scaffali!
Questo libretto, lo chiamiamo così solo per il suo piccolissimo formato, è un pugno nello stomaco. Ogni sua pagina, letta da noi adulti, ha il potere di farci sentire schiacciati da un acuto senso di colpa e si traduce in un amaro promemoria della nostra distrazione nei confronti dei ragazzi, dei loro silenzi e delle loro parole non dette, senza suono, ma che rimbalzano nelle loro teste.
C’è una solitudine grave e gravosa a far da ombra a M., il ragazzo mittente delle lettere del libro.
M. è solo davanti ai suoi genitori, ormai arresi per il suo andamento scolastico; è solo in mezzo ai compagni di scuola, troppo egocentrici per fermarsi e accettarlo; è solo quando un professore stanco del suo mestiere e in crisi di vocazione non rispetta il suo giuramento (che ci sia necessità di un giuramento per fare l’insegnante, come il medico!) e rinuncia a educarlo, a tirargli fuori il suo talento. E’ solo quando prova a far parte di una burocrazia non umana; è solo con i suoi pensieri nel suo viaggio verso casa in autobus quando il suo sguardo incrocia quello di un’altra passeggera in attesa di un figlio e in lei riversa speranze e sogni. È solo quando davanti alla sua maestra Caterina, l’unica maestra capace di fargli piacere la scuola, di considerarlo intelligente, pieno di ottime idee. Una maestra per cui lui è capace di illuminare una giornata.
M è solo e nega le proprie difficoltà e le proprie fragilità.
Gli basterà il pensiero per la sua sorellina, gli basterà dimostrarle e dimostrarsi la propria dolcezza, il proprio senso di protezione, per capire che chiedere aiuto è l’unico atto di forza che ci renda realmente giganti.

Lettere di un cattivo studente è un libro-dedica che dedica non ha.
Noi lo dedichiamo a tutti gli studenti seduti all’ultimo banco, quelli che non alzano la mano, quelli che non fanno uscire la voce per paura di non essere ascoltati… Ragazzi, credeteci!
In una scuola su cui tanto c’è da riflettere, esistono ancora tante “Caterina”, capaci di guardare nei vostri occhi senza abbassarli, ancora degni, nonostante la stanchezza di un mestiere che deve essere vocazione, di ascoltarvi e incoraggiare i vostri sogni e il vostro entusiasmo.
L’ultima dedica è riservata quindi a voi, cari maestri, cari professori… A voi che, nonostante le difficoltà, nonostante genitori invadenti, nonostante ministri lontani dalla realtà, nonostante le vostre umane preoccupazioni, ancora credete nella vostra missione…
Grazie per la cura dei nostri ragazzi! Continuate a meritare il privilegio delle loro menti.

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