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Un modo tutto nostro per raccontare i libri che ci piacciono: le nostre sensazioni scritte, la nostra voce per evocarne l’atmosfera e la nostra musica preferita per condividerne la suggestione.
QUALCHE PAGINA…


Se fossimo nel 1941 in una Francia oppressa dalla guerra, se fossimo una ragazzina di 12 anni privata del proprio nome per nascondere ai nazisti la propria origine ebrea, senza genitori perché scomparsi, non si sa dove, nella follia della violenza.

Se fossimo in una vita che non è la nostra, accolti nella Maison de Sèvres, scuola che accoglieva i bambini  rimasti soli durante la seconda guerra mondiale, se fossimo in tutti questi piccoli pezzi di vita saremmo in quella della giovane Rachel, divenuta Catherine per proteggere se stessa e per mascherare la propria identità religiosa.

Ecco, per vivere questa vita basta leggere “La guerra di Catherine”, graphic novel edita da Mondadori e vincitrice del premio Andersen 2018 nella sezione fumetto.

 

Nell’incedere delle pagine la guerra è uno sfondo, lo sfondo di scelte, di solitudini, della resistenza fisica e di quella morale. È ogni “arrivederci” che ferisce il cuore perché potrebbe trasformarsi in un addio non detto. 

Nel libro Rachel, ancor prima di perdere la propria identità e diventare Catherine, riesce a trovare se stessa; è la sua forza di carattere a non farle perdere la speranza ma anche la fortuna di incontri speciali in una scuola ancora più speciale perché capace di coltivare la creatività, le attitudini e le arti in un momento storico oscuro. Rachel scopre la fotografia, riconosce il suo sguardo dietro il mirino di uno scatto, svela la propria identità oltre il nome attraverso la sensibilità di cogliere e accogliere le persone dentro la sua Rolleiflex.

 

Le illustrazioni, di Claire Fauvel, fresche aldilà del tema della narrazione stessa, sono fotografie, sono scatti, e allo stesso tempo sono pagine di diario di una ragazzina resiliente attraverso l’arte. Ed è  sinceramente emozionante ritrovare nelle ultime pagine del fumetto alcune fotografie viste durante la lettura tra i disegni (arte nell’arte è la fotografia delle ballerine che si era incontrata, diversa ma audacemente uguale nei disegni!).
Aver letto “La guerra di Catherine” ci fa dire grazie all’autrice francese Julia Billet, capace di dare nuova vita al suo romanzo omonimo attraverso lo stile del fumetto.
Cambia il linguaggio, forse più vicino a molti giovani, eppure resta potente e importante il tema storico, la forza della memoria, e ancor di più, la voglia di parlare ai giovanissimi il coraggio di lottare per una Passione.
Abbiamo bisogno, un bisogno umano e ancestrale, di trovare in una passione la salvezza per noi stessi, perché questo è e rimane l’unico modo per essere realmente liberi. 

 

 

 PREMIO ANDERSEN 2018

“Per la capacità di raccontare una storia del passato con voce autentica e vicina, riuscendo a catturare sulla pagina e negli occhi del lettore le atmosfere della seconda guerra mondiale. Per la struttura dinamica, capace di restituire il ritmo serrato e la concitazione del vissuto della protagonista. Per la capacità delle autrici di intessere un perfetto dialogo tra il testo e le illustrazioni.”

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