Abbecedario teatrale

14,00

Puoi fare tutti i giochi descritti in questo abbecedario, oppure solo quelli che preferisci. Osserva le illustrazioni e inventa nuove situazioni insieme agli amici e alle amiche. Un abbecedario che parla di teatro, rivolto ai bambini ma anche ai grandi, per non dimenticare che il teatro è un bellissimo gioco. Qui non vogliamo piccoli attori, ma bambini capaci di riconoscere e adoperare la creatività che li contraddistingue. Leggilo in ordine o in disordine. Fai tutti i giochi descritti o solo quelli che preferisci. Osserva le illustrazioni e inventa nuove situazioni insieme agli amici e alle amiche. Ricomincia da capo fino alla fine, o dalla fine verso l’inizio. Non smettere di giocare. E di condividere.
RECENSIONE (Scaffale Basso): Credo fermamente che i libri non siano per persone poltrone, quando si legge un libro infatti bisogna essere disposti a prendere e partire per il viaggio e per il mondo che quel libro custodisce, ma non solo. Ci sono moltissimi libri che introducono al mondo, ti accompagnano alla sua scoperta, ma anche alla scoperta di sé, per questo trovo assolutamente incomprensibile pensare che ci siano ragazzi che non amino leggere. Forse, semplicemente, non hanno ancora trovato un libro che interessi loro.
A maggior ragione, mi suona ancora più strana la contrapposizione tra ragazzi che “fanno” e ragazzi che “leggono”: leggere infatti è di per sé un fare completo e inoltre la lettura è un potente atto performativo, cioè fa fare (pensare, immaginare, ma anche agire, manipolare) più di quanto ci si rifletta sopra. Quello di oggi è uno di quei libri dal piglio originale, fatto apposta per quei ragazzi che non stanno nella pelle e che, a detta del mondo, non sono fatti per leggere – e badate che non stare nella pelle è spesso solo l’esperienza euforica di essere molto felici e non per forza un disagio o una protesta.
L’Abbecedario teatrale propone infatti un percorso alfabetico, offrendo spunti per giocare, viaggiare, raccontare e immaginare, ma anche per prendere consapevolezza di sé e degli altri. Un libro gioco? Non direi, perché le proposte sono sì fatte per giocare, ma soprattutto per rivalutare e potenziare quella dimensione che è propria del bambino nel suo stato naturale, la dimensione di osservatore creativo.
Per ogni lettera un titolo, per ogni titolo una proposta di azione:
«A come attenzione. Questa è una parola molto importante; senza attenzione non si riesce a fare il teatro. Prova ad allenarti tutti i giorni. Chiudi gli occhi e cerca di ricordare di che colore sono i tuoi calzini, la tua maglietta o le tue mutande. Speriamo che tu non ti sia dimenticato di metterle!».
Ariella Abolaffio, fiorentina trasferitasi nel Regno Unito, correda l’abbecedario con figurine gioiose che non vanno a sostituirsi all’atto proposto, ma che suggeriscono con entusiasmo una loro interpretazione degli esercizi.
È interessante come il fatto che questo abbecedario sia legato all’esperienza teatrale passi come in secondo piano: quello che interessa è il corpo, la sua espressione, il suo controllo, le emozioni, il loro riconoscimento, la loro manifestazione.
Leggere e riflettere su alcuni aspetti come l’attenzione, la memoria, l’accordo con gli altri non sono solo un esercizio, ma sono motori di immaginazione e storie il cui autore e regista è il lettore stesso. Inoltre le proposte sono spesso coinvolgenti e richiedono, come i libri migliori sanno fare, di instaurare una relazione e di cercare qualcuno che legga con te.
«Scegli tra i tuoi oggetti o piccoli giocattoli qualcosa che per te sia importante (ma non prezioso). Porta nella tua classe questo tuo tesoro e decidi insieme ai compagni a chi può essere destinato. Attenzione: non devi regalarlo alla tua amica preferita o al compagno di banco e soprattutto non è una decisione che spetta solo a te, dovrete essere tutti d’accordo. Se non riuscite a stabilire chi potrà tenere il tesoro per sempre lo devi riportare a casa, e magari provarci un altro giorno»
Una lettura per la mente che diventa espressione del corpo, ma anche una lettura del corpo che diventa una comprensione per la mente.
«Il buio e la luce sono molto importanti nel teatro. Procurati una torcia e vai a perlustrare una camera buia. Cerca in ogni angolo tutti i particolari, vai a caccia di ombre, grandi e piccole. […] Se riesci ad esplorare con attenzione è molto probabile che tu scovi una storia nascosta dal tempo o perduta nel buio».
Il teatro diventa, dunque, nel susseguirsi alfabetico di queste proposte, una vera propria raccolta di narrazioni potenziali da declinare di giorno in giorno.
Un libro per bambini dai 5 anni in su e non ditemi che non è un libro da leggere, lo è eccome, ma non solo!
P.S. in fondo un’appendice «per i grandi» fornisce alcune indicazione e raggruppamenti tematici degli esercizi.

12 disponibili

COD: 9788899136383 Categorie: ,

Descrizione

Puoi fare tutti i giochi descritti in questo abbecedario, oppure solo quelli che preferisci. Osserva le illustrazioni e inventa nuove situazioni insieme agli amici e alle amiche. Un abbecedario che parla di teatro, rivolto ai bambini ma anche ai grandi, per non dimenticare che il teatro è un bellissimo gioco. Qui non vogliamo piccoli attori, ma bambini capaci di riconoscere e adoperare la creatività che li contraddistingue. Leggilo in ordine o in disordine. Fai tutti i giochi descritti o solo quelli che preferisci. Osserva le illustrazioni e inventa nuove situazioni insieme agli amici e alle amiche. Ricomincia da capo fino alla fine, o dalla fine verso l’inizio. Non smettere di giocare. E di condividere.
RECENSIONE (Scaffale Basso): Credo fermamente che i libri non siano per persone poltrone, quando si legge un libro infatti bisogna essere disposti a prendere e partire per il viaggio e per il mondo che quel libro custodisce, ma non solo. Ci sono moltissimi libri che introducono al mondo, ti accompagnano alla sua scoperta, ma anche alla scoperta di sé, per questo trovo assolutamente incomprensibile pensare che ci siano ragazzi che non amino leggere. Forse, semplicemente, non hanno ancora trovato un libro che interessi loro.
A maggior ragione, mi suona ancora più strana la contrapposizione tra ragazzi che “fanno” e ragazzi che “leggono”: leggere infatti è di per sé un fare completo e inoltre la lettura è un potente atto performativo, cioè fa fare (pensare, immaginare, ma anche agire, manipolare) più di quanto ci si rifletta sopra. Quello di oggi è uno di quei libri dal piglio originale, fatto apposta per quei ragazzi che non stanno nella pelle e che, a detta del mondo, non sono fatti per leggere – e badate che non stare nella pelle è spesso solo l’esperienza euforica di essere molto felici e non per forza un disagio o una protesta.
L’Abbecedario teatrale propone infatti un percorso alfabetico, offrendo spunti per giocare, viaggiare, raccontare e immaginare, ma anche per prendere consapevolezza di sé e degli altri. Un libro gioco? Non direi, perché le proposte sono sì fatte per giocare, ma soprattutto per rivalutare e potenziare quella dimensione che è propria del bambino nel suo stato naturale, la dimensione di osservatore creativo.
Per ogni lettera un titolo, per ogni titolo una proposta di azione:
«A come attenzione. Questa è una parola molto importante; senza attenzione non si riesce a fare il teatro. Prova ad allenarti tutti i giorni. Chiudi gli occhi e cerca di ricordare di che colore sono i tuoi calzini, la tua maglietta o le tue mutande. Speriamo che tu non ti sia dimenticato di metterle!».
Ariella Abolaffio, fiorentina trasferitasi nel Regno Unito, correda l’abbecedario con figurine gioiose che non vanno a sostituirsi all’atto proposto, ma che suggeriscono con entusiasmo una loro interpretazione degli esercizi.
È interessante come il fatto che questo abbecedario sia legato all’esperienza teatrale passi come in secondo piano: quello che interessa è il corpo, la sua espressione, il suo controllo, le emozioni, il loro riconoscimento, la loro manifestazione.
Leggere e riflettere su alcuni aspetti come l’attenzione, la memoria, l’accordo con gli altri non sono solo un esercizio, ma sono motori di immaginazione e storie il cui autore e regista è il lettore stesso. Inoltre le proposte sono spesso coinvolgenti e richiedono, come i libri migliori sanno fare, di instaurare una relazione e di cercare qualcuno che legga con te.
«Scegli tra i tuoi oggetti o piccoli giocattoli qualcosa che per te sia importante (ma non prezioso). Porta nella tua classe questo tuo tesoro e decidi insieme ai compagni a chi può essere destinato. Attenzione: non devi regalarlo alla tua amica preferita o al compagno di banco e soprattutto non è una decisione che spetta solo a te, dovrete essere tutti d’accordo. Se non riuscite a stabilire chi potrà tenere il tesoro per sempre lo devi riportare a casa, e magari provarci un altro giorno»
Una lettura per la mente che diventa espressione del corpo, ma anche una lettura del corpo che diventa una comprensione per la mente.
«Il buio e la luce sono molto importanti nel teatro. Procurati una torcia e vai a perlustrare una camera buia. Cerca in ogni angolo tutti i particolari, vai a caccia di ombre, grandi e piccole. […] Se riesci ad esplorare con attenzione è molto probabile che tu scovi una storia nascosta dal tempo o perduta nel buio».
Il teatro diventa, dunque, nel susseguirsi alfabetico di queste proposte, una vera propria raccolta di narrazioni potenziali da declinare di giorno in giorno.
Un libro per bambini dai 5 anni in su e non ditemi che non è un libro da leggere, lo è eccome, ma non solo!
P.S. in fondo un’appendice «per i grandi» fornisce alcune indicazione e raggruppamenti tematici degli esercizi.

Ulteriori Informazioni

Titolo

Abbecedario teatrale

Autore

Lucia Giustini,Ariella Abolaffio

Editore/Marca

Edizioni Corsare

ISBN

9788899136383

Anno di pubblicazione

2018