La Rubrica della Prof!

Boccadorso. Una miniera di carbone nella quale entri fin dalla copertina. Una copertina nera che mostra l’entrata attraverso la quale, una volta varcata, ti immergi nel buio dentro l’”Abisso” (come la chiamano i minatori che ci lavorano).

Segue una pagina nera dopodiché facciamo la conoscenza di Newt un ragazzino sfruttato come tanti all’interno della miniera.

Boccadorso di Liz Hyden edito da Giunti è un libro dalla narrazione cruda, che non lascia spazio alle interpretazioni, ma che, una volta terminato, non potrà che farti desiderare di sapere come andrà dopo.

La storia inizia con una preghiera e le personali riflessioni dette dalla viva voce di Newt, una voce narrante sgrammaticata, incerta, che inizia a migliorare grazie alle lezioni di Thomas, un uomo che ha molto a cuore il ragazzo e che cerca di “impararlo” a scrivere correttamente. Fanno lezione nei pochi momenti liberi a pranzo “quando li altri sono ne la capanna” oppure nel “Giorno del Sinniore, dopo le preghiere”.

Tutto è accettato, sopportato, subìto a Boccadorso con cieca rassegnazione perché “è la volontà del Sinniore”, un Dio che viene visto come un padrone e il padrone della miniera come una divinità che ha il libero arbitrio su tutto e tutti.

La religione qui è vissuta dai lavoratori con estrema semplicità, diversamente dal padrone che ne fa uno strumento di potere e di segregazione e questo emerge fin dalla preghiera di apertura. In essa, sgrammaticata a sua volta, c’è per Newt la spiegazione della condizione quasi disumana nella quale versano tutti gli uomini e i ragazzi a Boccadorso.

A l’inizzio c’era il Sinniore.
E ha fatto tutto torno a noi
Ha fatto tutti li uomini e tutte le donne
E ha fatto tutte le creature di questa Terra sua
Il Sinniore amava onniuno di noi
Ma poi li uomini e le donne lo hanno tradito
Hanno preso la sua Fiducia e ci hanno sputato sopra
E il Sinniore si è arrabbiato
E ci ha cacciato giù, ne la Terra buia,
Per spiare i peccati de nostri avi
E un giorno, è scritto, il Sinniore ci darà un sennio
E ci perdonerà tutti
E saliremo su, sopra la Terra
E la luce che il Sinniore tiene ne la sua mano
Luminerà tutti noi
E tutte le cose prospereranno in questa vita e ne la prossima
Amen.

Oltre a Thomas, intorno a Newt ruotano altri personaggi, buoni e cattivi che tessono “reti” per imprigionare, come Walsh e il padrone della miniera Mr Johnson, o per salvare, come Skillen e Nicholson. C’è soprattutto Devil, un nuovo ragazzo che entra nella miniera e nella testa di Newt. Un ragazzo che pronuncia “parole retiche” come “basta una persona per innescare una rivoluzione”; una rivoluzione che davvero si innesca in Newt sotto varie forme: linguistica, fisica e, soprattutto, psicologica fino all’epilogo che lascerà forse il lettore con la voglia di dire “ancòra”.

Liz Hyden, prendendo spunto dalle condizioni di vita dei veri minatori dell’età vittoriana, ha lasciato a noi lettori un romanzo di formazione che può tranquillamente attraversare la linea del tempo, perché il diritto all’istruzione, alla libertà, alla salute, alla vita sono universali e la loro violazione, attraverso l’abuso di potere, è una minaccia che incombe ancora oggi.

Questo romanzo, vincitore del Waterstone Children’s Book Prize nel 2020, grazie anche alla straordinaria traduzione di Mauro Astolfi, presenta una lettura scorrevole che risveglia le coscienze, apre dibattiti, stimola emozioni e spinge a riflessioni.

Un libro adatto a lettori forti di classi terze della Scuola Secondaria di I Grado (o biennio della Secondaria di II Grado) e che può diventare veicolo di connessioni letterarie con Rosso Malpelo di Verga e Ciàula di Pirandello o punto di partenza per ricerche di approfondimento su varie epoche storiche.

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